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Diagnosi e terapia dell'infertilità

L’Istituto Superiore di Sanità fornisce questo quadro sulla fertilità delle donne italiane.

Le donne italiane fanno figli tardi, più tardi di quasi tutte le altre donne europee. Si sposano in media a 28 anni, partoriscono il primo figlio a 30 (un anno in più rispetto alla media europea) e hanno meno figli delle altre europee (1.22 contro 1.44). Le ragioni che spingono le donne, o meglio le coppie, a rimandare la genitorialità sono del tutto comprensibili. Prima occorre raggiungere una ragionevole sicurezza economica, una sufficiente organizzazione familiare per la gestione dei figli, la maturità emotiva che fa della procreazione una scelta autonoma e non un obbligo sociale.

inizio di una vita

La profonda modificazione culturale degli ultimi cinquanta anni ha dato un significato diverso alla filiazione, frutto di scelta e quindi di responsabilità individuale e di coppia, e ha consentito un ruolo più incisivo della donna nel mondo del lavoro. Tutto questo, però, richiede tempo. Così, purtroppo, quando si ritiene di poter finalmente avere un figlio è spesso troppo tardi. Il periodo più fertile per una donna è infatti tra i 20 e i 25 anni, resta sufficientemente alto fino ai 35, subisce un considerevole calo dai 35 ai 40, è bassissimo oltre i 40. Con l’età, infatti, invecchiano i gameti femminili (gli ovociti hanno la stessa età della donna: a differenza degli spermatozoi sono già tutti presenti nel feto femminile e sono gli stessi che matureranno di volta in volta ad ogni ciclo mestruale) e aumenta il rischio di malattie connesse all'infertilità-sterilità. Si tratta spesso di malattie comuni che possono capitare negli anni, tra cui le malattie infiammatorie pelviche, le patologie tubariche, lo sviluppo di fibromi uterini, l’endometriosi.
L’età dell’uomo è molto meno significativa. Tuttavia, uomini in età avanzata hanno un eiaculato peggiore sia in termini qualitativi che quantitativi. Gli spermatozoi sono di meno, sono meno mobili, sono più frequenti le anomalie cromosomiche. Un ovocita fecondato da uno spermatozoo non normale va incontro spesso ad un aborto spontaneo o sarà portatore di malattie genetiche.

Il nostro scopo è quello di aiutare le coppie a superare tutte queste problematiche sia nella parte diagnostica che in quella operativa, sia con tecniche di I livello, come l’inseminazione intrauterina, che con tecniche di II livello, come la fecondazione in vitro con embrio transfert (FIVET) e l‘iniezione intracistoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) sia omologa che eterologa.

Ricordiamo che lo Studio Lendaro e Florio è autorizzato dalla Regione Lazio, sin dal 2000, per la prescrizione dei medicinali soggetti a nota CUF 64. La regola stabilsce che il medico di famiglia può prescrivere a carico del SSN tali farmaci solo se il piano terapeutico è redatto da strutture autorizzate, come lo è il nostro studio.

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